Dizionario dei contemporanei – Amerigo Tot


(La Libertà d’Italia, Roma, 02 April, 1950)

— by UGO MORETTI

…Quando non quadridimensiona l’ipercubicità dinamica delle forme plastiche, fa sculture pregevoli, onesti ritratti e affreschi graffiti di stupenda efficacia, come la decorazione d’un padiglione vinicolo alla Fiera del Levante, a Bari, 120 metri di svilupo paretale per 3 di altezza, bianco e nero, stecco e raschietto, tutto da solo in due settimane. Quarant’anni e tocca la viola, taciturno solingo, comunista. Fatto personale con i siamesi e con alcuni colleghi nostrani a tendenza ipernazionalista autarchia. Domandarono a Tot, dopo averlo incontrato con una lella ragazza: « Di’ un po’, perchè vai con le donne belle e poi fai delle statue così brutte, con doppia trippa, seno a sacco e grugno da cane? ». « Perchè le statue le faccio io, ma per le donne ci pensano le loro mamme » rispose Tot con olimpico cinismo.