Tot all’Obelisco


(Italia Nuova, Roma, 01 May, 1948)

— by A. P.

La Galleria dell’« Obelisco » ci ha regalato l’assai triste spettacolo dei disegni e delle sculture di Tot. Il quale Tot sembra presso dalla ossessione o dalla ghiotta civetteria di ritrarre quelle rotonde parti posteriori del corpo umano che chiamansi « deretani » o anche « sederi » o anche più comunemente « c… ».
Crede il Tot con questi suoi disegni e sculture di muovere scandalo o sdegno o ribrezzo? Ci vuole altro, o candido, o ingenuissimo Tot! Ai giorni nostri tutti hanno ormai imparato che anche il più vile ed umile « contenuto » può farsi arte nella commossa fantasia dell’artista purchè esista l’artista ed esista una sua fantasia.
In questo caso, invece, i documenti osposti all’« Obelisco » scono esteticamente nulli e appartengono a quelle trite scritture fioreali da millenovecentodieci e non si fanno neppur guardare dai buongustai delle tavole pornografiche tanto essi sono noiosamente simili come i francobolli sulle cartoline.